Carte in Tola

Data Evento: 04 Febbraio 2012 verifica disponibilità

4 febbraio 2012 - ore 21,00 Genere Dialettale Carte in Tola 3 atti brillanti di Enzo Duse Compagnia Teatrale LA GIOIOSA regia di Mario Marrone e Roberto Belluco

Libero adattamento di Carte in Tavola di E. Duse

La Trama

La commedia tratteggia, in maniera sarcastica, quell’Italia provinciale uscita da qualche anno dalla seconda guerra mondiale e che si sta avviando lentamente, dopo una faticosa ricostruzione, al rilancio economico. Narra le vicissitudini di due industrialotti della provincia veneta e la vicenda inizia con i preparativi per il matrimonio dei figli. A consolidare questo legame la creazione di una società per l’apertura un posto di ristoro. I protagonisti hanno in comune anche l’amante che all’insaputa l’uno dell’altro, vive sfruttando questa loro debolezza attingendo non poco del loro patrimonio.Tutto procede tranquillamente fino all’arrivo in casa del perfido professor Spadoni che porterà lo scompiglio nelle due famiglie ...

Note di regia

Punto di partenza nella realizzazione di questo lavoro è stata la volontà di trovare un copione che, attingendo dal teatro d’autore veneto, fosse ancora attuale e desse alla nostra compagnia la possibilità di valorizzare le diverse personalità degli attori disponibili. Ci è sembrato che CARTE IN TOLA di Enzo Duse rispondesse alle nostre esigenze. Abbiamo quindi cercato di creare i personaggi in funzione degli attori realizzando un lavoro libero nell’interpretazione del testo, creando a volte delle macchiette non riportate nella stesura dello stesso.. Speriamo di esserci riusciti e che lo spettacolo, fra tante risate, riesca a dare quei brividi e quelle emozioni che ci siamo prefissi.

L'autore

Enzo Duse nacque a Villadose (RO) nel 1901 dove trascorse l’infanzia e parte dell’adolescenza. Qui venne a contatto con la piccola nobiltà campagnola, fattori e agenti agricoli scaltri e perspicaci che ispirarono i personaggi delle sue opere. Giovane studente si stabilì a Venezia nella casa del padre, stimatissimo avvocato, dove preparò la maturità classica, ma all’esame di matematica lanciò contro il professore un calamaio: lo mancò ma fu espulso da tutte le scuole del regno. Non ancora ventenne lavorò per la Gazzetta di Venezia, poi passò al Gazzettino in cui si interessò anche di giornalismo sportivo; fu inoltre direttore della Gazzetta Veneta di Padova.
Nacque in seguito l’amore per il teatro, ma le sue prime opere, in lingua, non conobbero grande successo. Esordì nel teatro veneto con Virgola, quindi scrisse: Bona fortuna Piero, Nudo alla meta, Mato per le done, Queste nostre metà, Carte in Tavola, Cà de Bo e altre ancora. Il suo capolavoro resta comunque “Quel si famoso” che lo rese popolare nel Veneto e non solo. Morì nel 1963 ed ora è sepolto a Borsea frazione di Rovigo.

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